RENTRI non funziona: come gestire il FIR in modalità di emergenza
RENTRI non funziona: come emettere o proseguire il FIR in cartaceo secondo il DD 254/2026, con dicitura, evidenze e dichiarazione PEC entro il giorno dopo.
Il camion è al cancello del produttore, il FIR digitale va firmato e il RENTRI risponde con un errore. Si riprova, si aspetta, l'autista chiama l'ufficio. A febbraio 2026, all'avvio del FIR digitale, i problemi furono tali da riportare tutti al cartaceo "sino a nuovo avviso". Oggi, con il FIR digitale obbligatorio dal 16 settembre 2026, quando il RENTRI non funziona non si improvvisa: ci sono regole precise su cosa scrivere, cosa conservare e a chi mandare la dichiarazione.
Il gestionale Rifiuti mostra lo stato dei servizi RENTRI nella dashboard, registra l'incidente con le evidenze, passa i formulari interessati al cartaceo con la dicitura corretta e mette nello scadenzario la dichiarazione da inviare via PEC.
Una premessa: la modalità di emergenza vale solo nei casi previsti e per il singolo formulario. Non è un modo per tornare alla carta quando fa comodo.
Cosa dicono i decreti
Le regole sono tre decreti direttoriali, che si sommano:
- DD 319/2025: indisponibilità dei servizi RENTRI;
- DD 25/2026 (5 febbraio 2026): modalità operative per il FIR digitale in caso di indisponibilità di RENTRI o della connettività;
- DD 254/2026 (9 settembre 2026): regole per il degrado temporaneo dei servizi, attestato da codici o messaggi di errore di API, portale o app.
In caso di degrado, secondo il DD 254/2026:
- in emissione si usa il FIR cartaceo dell'Allegato II vidimato; è consigliata una scorta di moduli bianchi già vidimati;
- durante il trasporto si aggiorna a mano la stampa del FIR digitale, che da quel momento segue il regime cartaceo;
- il destinatario non ha misure di mitigazione: per lui valgono solo le misure di emergenza del DD 25/2026.
In ogni caso:
- sul FIR va la dicitura: «FIR emesso/gestito in modalità cartacea ai sensi di quanto previsto dall'Allegato 1 al decreto direttoriale n. 254 del 9 settembre 2026»;
- entro il primo giorno lavorativo dopo la fine del degrado si invia la dichiarazione conforme all'Appendice via PEC a dit.rentri@pec.it, con almeno un'evidenza;
- il trasportatore comunica il cambio di formato al produttore;
- per questi FIR non si trasmettono i dati.
Il formato scelto dal produttore vincola tutta la filiera; le procedure di emergenza fanno eccezione solo per il singolo FIR. Per i dettagli fai sempre riferimento al testo dei decreti pubblicato dal MASE.
Dove si sbaglia sotto pressione
- Manca la prova. Il degrado va attestato con codici o messaggi di errore. Se nessuno li annota mentre succede, il giorno dopo non c'è nulla da allegare alla PEC.
- La dicitura si dimentica. Sul cartaceo scritto in fretta la frase prevista dal decreto non c'è, o è scritta a memoria.
- La PEC scade. Il termine è il primo giorno lavorativo dopo il ripristino: basta un weekend di mezzo per perderlo di vista.
- Non si sa quali FIR sono coinvolti. Dopo una mattinata di problemi, nessuno ricorda quali formulari sono passati al cartaceo.
- Il formulario resta digitale nel gestionale. Il FIR è diventato carta, ma in archivio risulta ancora digitale.
Come lo risolve Rifiuti
- Stato dei servizi in dashboard. Il primo riquadro indica lo stato dei servizi RENTRI per l'ambiente del certificato attivo: Operativi, Disservizi segnalati, Manutenzione programmata o Non disponibili. In caso di disservizio porta direttamente alla segnalazione.
- Incidente con le evidenze. In RENTRI › Emergenze Segnala malfunzionamento registra tipologia (indisponibilità o degrado), orario di inizio, servizi coinvolti, descrizione ed evidenze: codici e messaggi di errore, orari, riferimenti agli screenshot che allegherai alla PEC.
- Applica a un formulario. Dalla sezione Formulari gestiti in cartaceo il FIR passa a formato cartaceo, riceve la dicitura obbligatoria nelle annotazioni e l'evento resta nello storico del formulario.
- Stampa con la dicitura. La stampa del FIR, secondo la struttura dell'Allegato II, riporta la dicitura prevista.
- Chiusura e scadenza. Al ripristino Chiudi incidente calcola la scadenza della dichiarazione (primo giorno lavorativo successivo, con il calendario delle festività nazionali) e la aggiunge allo scadenzario.
- Dichiarazione PDF. Scarichi la Dichiarazione PDF, la firmi e la invii con le evidenze via PEC a dit.rentri@pec.it.
- Registra invio PEC. Indichi il riferimento dell'invio e la scadenza si chiude. L'incidente resta in archivio con i formulari collegati.
Per gli errori che non sono un degrado, come un 429 per troppe richieste, le trasmissioni al RENTRI passano da una coda asincrona che ritenta da sola: non serve aprire un'emergenza.
Limiti da conoscere prima di partire:
- la PEC la invii tu dalla tua casella: Rifiuti prepara la dichiarazione e tiene la scadenza, ma non spedisce nulla;
- la comunicazione del cambio di formato al produttore si fa con il servizio RENTRI: Rifiuti non la invia in automatico;
- le evidenze si descrivono in un campo di testo; gli screenshot li conservi e li alleghi alla PEC;
- per l'indisponibilità del DD 25/2026 la dicitura va verificata sul testo del decreto prima dell'uso.
Una mattina di disservizio, prima e dopo
Esempio con numeri inventati: il RENTRI dà errori dalle 8:10 alle 11:30, tre FIR in partenza.
| Momento | Senza procedura | Con Rifiuti |
|---|---|---|
| Primo errore | Si riprova finché qualcuno si arrende | Stato in dashboard, incidente aperto con l'orario |
| Prove | Nessuna, o un messaggio sul telefono | Codici di errore e orari nell'incidente |
| Tre FIR in partenza | Cartaceo con dicitura a memoria | Formulari passati al cartaceo con la dicitura |
| Fine del disservizio | Nessuno annota l'ora | Chiudi incidente, scadenza calcolata |
| Il giorno dopo | La PEC dipende da chi se ne ricorda | Dichiarazione PDF e scadenza nello scadenzario |
Checklist quando il RENTRI dà errore
- Annota subito codice e messaggio di errore, orario e servizio coinvolto.
- Apri l'incidente in RENTRI › Emergenze con tipologia e servizi.
- Applica l'emergenza ai FIR interessati e stampali con la dicitura.
- Avvisa autisti e produttori del passaggio al cartaceo.
- Al ripristino chiudi l'incidente.
- Scarica la dichiarazione, firmala e inviala via PEC entro il primo giorno lavorativo.
- Registra il riferimento della PEC.
Per chi è
Serve a trasportatori e produttori iscritti al RENTRI che emettono o portano in viaggio FIR digitali ogni giorno, e ai consulenti che seguono più aziende e devono ricostruire gli incidenti per ciascuna. Anche l'app autisti rimanda alle istruzioni dell'ufficio per il cartaceo.
Non è la scelta giusta se:
- cerchi un sistema che invii la PEC al posto tuo;
- vuoi un monitoraggio con notifiche email o SMS: lo stato si legge nella dashboard;
- non sei iscritto al RENTRI e usi solo il FIR cartaceo vidimato: per te la procedura non cambia.
Modalità di emergenza a confronto
| Nessuna procedura | Foglio di istruzioni | Rifiuti | |
|---|---|---|---|
| Stato dei servizi RENTRI | Si scopre con l'errore | Si scopre con l'errore | Riquadro in dashboard |
| Evidenze del degrado | Spesso perse | Annotate a mano | Nell'incidente, con gli orari |
| Dicitura sul FIR | A memoria | Da copiare | Inserita in automatico |
| FIR coinvolti | Da ricostruire | Elenco a mano | Collegati all'incidente |
| Scadenza della PEC | Da ricordare | Da ricordare | Nello scadenzario |
| Dichiarazione | Da scrivere | Modello da compilare | PDF pronto da firmare |
Domande frequenti
Se il RENTRI non funziona posso usare il FIR cartaceo?
Sì, ma solo nei casi previsti. Il DD 25/2026 regola l'indisponibilità dei servizi, il DD 254/2026 il degrado temporaneo, attestato da codici o messaggi di errore di API, portale o app. In emissione si usa il FIR cartaceo dell'Allegato II vidimato; durante il trasporto si aggiorna a mano la stampa del FIR digitale. La deroga vale per il singolo formulario, non per tutta la filiera.
Quale dicitura va scritta sul formulario?
Per il degrado dei servizi il DD 254/2026 chiede di annotare: 'FIR emesso/gestito in modalità cartacea ai sensi di quanto previsto dall'Allegato 1 al decreto direttoriale n. 254 del 9 settembre 2026'. Rifiuti la inserisce nelle annotazioni del FIR quando applichi l'emergenza. Per l'indisponibilità del DD 25/2026 verifica la formula esatta sul testo del decreto.
Entro quando va inviata la dichiarazione?
Entro il primo giorno lavorativo dopo la fine del degrado, via PEC a dit.rentri@pec.it, con la dichiarazione conforme all'Appendice del decreto e almeno un'evidenza allegata. Quando chiudi l'incidente, Rifiuti calcola la scadenza e la mette nello scadenzario fino a quando registri l'invio della PEC.
Il destinatario può usare la modalità di emergenza?
Il DD 254/2026 non prevede misure di mitigazione per il destinatario in caso di degrado: per lui valgono solo le misure di emergenza del DD 25/2026 per l'indisponibilità dei servizi. Le misure del DD 254/2026 riguardano l'emissione del FIR e la sua gestione durante il trasporto.
I dati dei FIR gestiti in emergenza vanno trasmessi al RENTRI?
No. Secondo il DD 254/2026, per i FIR gestiti in modalità di emergenza i dati non si trasmettono. Restano invece gli altri obblighi: dicitura sul formulario, comunicazione del cambio di formato al produttore da parte del trasportatore e dichiarazione via PEC con le evidenze.
Rifiuti avvisa quando il RENTRI ha problemi?
Il primo riquadro della dashboard mostra lo stato dei servizi RENTRI per l'ambiente del certificato attivo: operativi, disservizi segnalati, manutenzione programmata o non disponibili. In caso di disservizio il riquadro porta alla segnalazione di un'emergenza. Non vengono inviate email: lo stato si legge nel gestionale.
Inizia
Richiedi una demo: ti mostriamo un incidente di prova, dall'apertura con le evidenze alla dichiarazione PDF pronta per la PEC.
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