Deposito temporaneo dei rifiuti: tre mesi, 30 m³ e la data del primo carico
Deposito temporaneo rifiuti (art. 185-bis): criterio dei 3 mesi o dei 30 m³ entro un anno, giacenza per codice EER e scadenza dal primo carico in deposito.
In fondo al capannone ci sono un cassone di imballaggi, due fusti di oli esausti e una gabbia di batterie. Il ritiro "si fa quando è pieno", ma nessuno ricorda quando è entrato il primo fusto. Il deposito temporaneo dei rifiuti è libero da autorizzazioni solo finché rispetta limiti precisi di tempo o di quantità, e il conto parte dal rifiuto più vecchio, non dall'ultimo ritiro.
Rifiuti ricava quella data dal registro di carico e scarico: per ogni unità locale scegli il criterio, e la scadenza del deposito si calcola dal primo carico ancora in giacenza. Quando lo scarichi, la scadenza passa al carico successivo.
Il gestionale non vede il piazzale. Se un rifiuto è in deposito ma non è stato caricato nel registro, per il gestionale non esiste.
Perché il deposito sfugge di mano
- Il conto parte dal primo carico. Un ritiro parziale non azzera nulla: se resta in deposito il fusto di aprile, il termine resta quello di aprile.
- I criteri sono due e alternativi. Tre mesi indipendentemente dalla quantità, oppure 30 m³ (massimo 10 m³ pericolosi) e comunque entro un anno.
- Le unità locali sono diverse. Ogni sito può avere il suo criterio e i suoi tempi di ritiro.
- Gli scarichi non sempre dicono cosa scaricano. Se uno scarico non è collegato ai carichi giusti, la giacenza per codice EER non torna.
- Si scopre tardi. Di solito lo si nota quando il trasportatore non ha disponibilità per la settimana.
Cosa prevede l'art. 185-bis
Il deposito temporaneo prima della raccolta è il raggruppamento dei rifiuti nel luogo in cui sono prodotti. Le condizioni, a scelta del produttore:
- avvio a recupero o smaltimento almeno ogni 3 mesi, indipendentemente dalla quantità; oppure
- avvio al raggiungimento di 30 m³ complessivi, di cui al massimo 10 m³ pericolosi;
- in ogni caso, se nell'anno non si superano i 30 m³, entro 1 anno.
I rifiuti vanno raggruppati per categorie omogenee, nel rispetto delle norme tecniche, di imballaggio ed etichettatura; i rifiuti contenenti inquinanti organici persistenti secondo il Reg. UE 2019/1021. Rispettando i commi 1 e 2 non serve autorizzazione. La norma ammette alcune varianti di luogo, per esempio per cooperative agricole, distributori e punti vendita per i rifiuti da costruzione e demolizione.
Come lo gestisce Rifiuti
- Criterio per unità locale. Nella scheda dell'unità locale scegli Temporale (avvio almeno ogni 3 mesi) o Quantitativo (30 m³, massimo 10 m³ pericolosi, comunque entro 1 anno).
- Giacenze dal registro. Dalla riga del registro, "Giacenze" mostra lo stoccaggio istantaneo per codice EER e da quanti giorni è in deposito il primo carico ancora presente.
- Scadenza automatica. Lo scadenzario crea la scadenza "Deposito temporaneo" per l'unità locale: 3 mesi o 1 anno dal primo carico ancora in giacenza. Si aggiorna ogni notte e con "Aggiorna scadenzario".
- Scarichi collegati ai carichi. Nei movimenti di scarico indichi i carichi di riferimento, così la giacenza per codice resta esatta.
- Dashboard. Le scadenze superate e le prossime sono nella dashboard, insieme ai FIR in corso.
- Dal deposito al ritiro. Il formulario parte dalla scheda rifiuto e, una volta in trasporto, crea lo scarico a terzi nel registro, che chiude il carico in giacenza.
Limiti da conoscere prima di partire:
- non c'è un contatore dei metri cubi: la giacenza è in kg o litri per codice EER e la soglia dei 30/10 m³ la controlli tu;
- la densità della scheda rifiuto oggi serve alla conversione delle quantità nel MUD, non al deposito;
- gli avvisi sono in dashboard e scadenzario, non arrivano per email.
Un trimestre di deposito, prima e dopo
Esempio con numeri inventati: un'unità locale con criterio temporale, 4 codici EER, ritiri mensili per due di essi.
| Domanda | Senza gestionale | Con Rifiuti |
|---|---|---|
| Qual è il rifiuto più vecchio in deposito? | Si va a guardare | Giorni di deposito nelle giacenze |
| Quando scade il deposito? | Calcolo a mano | Scadenza nello scadenzario |
| Un ritiro parziale azzera il termine? | Spesso si crede di sì | No: la scadenza resta sul carico rimasto |
| Quanto c'è per codice EER? | Stima a occhio | Giacenza dal registro |
| Il volume è sotto 30 m³? | Stima a occhio | Da stimare dalla giacenza in kg o litri |
Checklist settimanale
- Apri lo scadenzario e filtra le scadenze del deposito temporaneo.
- Dalla riga del registro apri le giacenze e guarda i giorni di deposito.
- Per il criterio quantitativo stima il volume dalla giacenza e dalle dimensioni dei contenitori.
- Programma il ritiro dei codici più vecchi prima della scadenza.
- Dopo il ritiro verifica che lo scarico sia collegato ai carichi giusti.
Per chi è
Rifiuti è utile al produttore con più codici EER in deposito, ritiri non sincronizzati tra loro o più unità locali con criteri diversi, che vuole sapere quale rifiuto è il più vecchio senza andare in piazzale.
Non è la scelta giusta se:
- usi il criterio quantitativo e ti serve un controllo automatico dei metri cubi;
- non tieni il registro di carico e scarico: il calcolo parte da lì.
Rifiuti a confronto con i metodi comuni
| Calendario dei ritiri | Foglio di calcolo | Rifiuti | |
|---|---|---|---|
| Data del primo carico in deposito | No | Se aggiornato | Dal registro |
| Scadenza a 3 mesi o 1 anno | Implicita | Formule | Automatica per unità locale |
| Effetto dei ritiri parziali | No | Difficile | Sì, per carico |
| Giacenza per codice EER | No | Formule | Sì |
| Controllo dei 30 m³ | No | Possibile con densità | No, controllo manuale |
Domande frequenti
Quanto tempo possono restare i rifiuti in deposito temporaneo?
Dipende dal criterio scelto dal produttore (art. 185-bis D.Lgs. 152/2006). Con il criterio temporale i rifiuti vanno avviati a recupero o smaltimento almeno ogni 3 mesi, qualunque sia la quantità. Con il criterio quantitativo si avviano al raggiungimento di 30 m³ complessivi, di cui al massimo 10 m³ pericolosi, e comunque entro 1 anno se il limite non viene raggiunto.
Dove si può fare il deposito temporaneo?
Nel luogo in cui i rifiuti sono prodotti. La norma prevede alcune varianti, per esempio le sedi delle cooperative agricole, i punti vendita dei distributori per i rifiuti a responsabilità estesa del produttore e le aree dei punti vendita per i rifiuti da costruzione e demolizione. I rifiuti vanno raggruppati per categorie omogenee, con imballaggio ed etichettatura a norma.
Serve un'autorizzazione per il deposito temporaneo?
No, se si rispettano le condizioni dei commi 1 e 2 dell'art. 185-bis: luogo di produzione, limiti di tempo o quantità, raggruppamento per categorie omogenee e rispetto delle norme tecniche. Fuori da queste condizioni non si tratta più di deposito temporaneo: valuta la situazione con il tuo consulente ambientale.
Da quando si contano i tre mesi?
Rifiuti calcola la scadenza dal primo carico ancora presente in giacenza nei registri dell'unità locale: 3 mesi con il criterio temporale, 1 anno con quello quantitativo. Quando quel carico viene scaricato, la scadenza si sposta sul carico successivo ancora in deposito. Per questo è importante collegare ogni scarico ai carichi giusti.
Rifiuti calcola i metri cubi in deposito?
No. La giacenza è mostrata per codice EER nell'unità di misura del registro, kg o litri, e la soglia dei 30 m³ (10 m³ pericolosi) va controllata da te. Nella scheda rifiuto puoi indicare la densità in kg/m³, che oggi il gestionale usa per convertire le quantità nel MUD, non per un contatore di volume.
Cosa significa se la scadenza del deposito temporaneo risulta superata?
Che nel registro c'è ancora in giacenza un carico più vecchio di 3 mesi, o di 1 anno con il criterio quantitativo. Può essere un rifiuto davvero rimasto in deposito oppure uno scarico registrato senza riferimento ai carichi corretti: controlla le giacenze e i riferimenti dei movimenti di scarico.
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